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Tendinopatie

Il tendine è l’elemento più sensibile nell’articolazione e proprio per questo motivo è soggetto a numerose patologie. La classificazione può essere fatta in base alle strutture interessate oppure in base alla sede d’insorgenza (per es. patologia della cuffia dei rotatori della spalla, tendinopatia achillea, ecc.). Esistono quindi vari tipi di tendinotopie:

LE CAUSE
Le lesioni tendinee possono essere il risultato di microtraumi ripetuti, dovuti a sforzi eccessivi, o di esercizi non abituali, soprattutto se eseguiti in modo non corretto. I tendini possono sopportare carichi elevatissimi, ma hanno una bassa elasticità perciò lo stiramento non può oltrepassare il 4-5% della lunghezza. Infatti una tensione acuta che provoca un allungamento maggiore o uguale all’8-10%, può determinare la lacerazione del tendine.

TERAPIE
In genere, per guarire dalle tendiniti è sufficiente un adeguato periodo di riposo, ma se il dolore impedisce le normali attività, perdura più di due settimane o si accompagna a gonfiore e arrossamento persistenti, è opportuno consultare il medico per una diagnosi e una terapia adeguata. Se la tendinite non viene curata può portare a formazione di aderenze fibrose cicatriziali sulla guaina tendinea, rendendo in tal modo più problematica l’estensione del tendine fino a compromettere il movimento dell’articolazione. Il trattamento delle patologie tendinee si basa essenzialmente sulla classificazione diagnostica della patologia. In tutte le tendinopatie di stadio I-III, il trattamento è di tipo conservativo, mentre in quelle di stadio IV, cioè in presenza di rottura, parziale o totale, del tendine viene praticato il trattamento chirurgico, quando possibile, per via artroscopica o “a cielo aperto”.



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